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CNF: Pos non obbligatorio. E il Ministero dell’Economia conferma

Martedì, 24 Giugno 2014 00:00

La legge sull’adozione obbligatoria del Pos entrerà in vigore il prossimo 30 giugno. Nel frattempo il Ministero dell’Economia ha confermato quanto sostenuto dal Consiglio Nazionale Forense nella circolare del 20 maggio scorso.

 

Decreto legge 179/2012 e Pos obbligatorio per professionisti, commercianti e artigiani

 

Nessun rinvio stavolta. La legge che “obbliga” professionisti, artigiani e commercianti all’adozione del Pos entra in vigore fra sei giorni, ma c’è un ma. Sembra, infatti, che non stabilisca un obbligo, bensì un onere. Questa è l’interpretazione fornita dal Consiglio Nazionale Forense, confermata giorni fa anche dal Ministero dell’Economia.

Il decreto legge 179/2012 ha stabilito la possibilità di pagare prodotti o servizi professionali anche con carta di debito (solo per importi superiori a 30 €). L’obiettivo è combattere l’evasione fiscale, favorendo la tracciabilità dei pagamenti.


CNF: il Pos non è un obbligo, ma un onere

La reazione delle categorie coinvolte non si è fatta attendere. Tra ricorsi e polemiche, il mese scorso è stata la volta di una circolare del Consiglio Nazionale Forense, il cui testo riportava “la disposizione in parola introduce un onere, piuttosto che un obbligo giuridico, ed il suo campo di applicazione è necessariamente limitato ai casi nei quali saranno i clienti a richiedere all’avvocato di potersi liberare dall’obbligazione pecuniaria a proprio carico per il tramite di carta di debito. Ipotesi che, considerate le prassi in uso nei fori, per molti colleghi potrebbe anche non verificarsi mai. In ogni caso, qualora il cliente dovesse effettivamente richiedere di effettuare il pagamento tramite carta di debito, e l’avvocato ne fosse sprovvisto, si determinerebbe semplicemente la fattispecie della mora del creditore, che, come noto, non libera il debitore dall’obbligazione. Nessuna sanzione è infatti prevista in caso di rifiuto di accettare il pagamento tramite carta di debito“.

In poche parole: la legge non introduce un obbligo, ma amplia le modalità di pagamento. Se il cliente chiede di pagare con carta di debito, l’avvocato sprovvisto di Pos può rifiutare senza incorrere in una sanzione. Questo vale non solo per gli avvocati, ma anche per tutti gli altri professionisti. E, come ribadisce la circolare, il contratto stipulato tra le due parti è lo strumento principale per decidere a priori la forma di pagamento.


Il Ministero dell’Economia conferma l’interpretazione del CNF

La conferma a questa interpretazione della legge è arrivata giorni fa dal Ministero dell’Economia in una riposta all’interrogazione parlamentare 5- 02936 presentata in commissione Finanze della Camera dei deputati dall’On. Causi.

Nel testo della risposta leggiamo:

 “Per quanto riguarda la circolare interpretativa del Consiglio nazionale forense, ugualmente citata nell'interrogazione, essa interpreterebbe la normativa nel senso di introdurre un onere, piuttosto che un obbligo giuridico, il cui campo di  applicazione sarebbe limitato ai casi nei quali sarebbero i clienti a richiedere al professionista la forma di pagamento tramite carta di debito. 
In tal senso, sembra in effetti deporre il fatto che non risulta associata alcuna sanzione a carico dei professionisti che non dovessero predisporre della necessaria strumentazione a garanzia dei pagamenti effettuabili con moneta elettronica.”


Difficoltà operative e dubbi da chiarire

L’interpretazione fornita dal CNF offre ai professionisti e a molte  imprese un appiglio per aggirare il problema. Tutt’altra storia, invece, per i commercianti o per altre categorie di lavoratori autonomi. A 6 giorni dall’entrata in vigore della legge sono ancora molte le difficoltà operative e i dubbi da chiarire.

Lo stesso Ministero dell’Economia “ritiene opportuno che — al fine di massimizzare i vantaggi connessi all'implementazione della tecnologia nei sistemi di pagamento e, nel contempo, minimizzare l'incidenza degli oneri a carico delle imprese, commercianti e professionisti — vengano attivati una serie di tavoli di confronto con le banche e con gli altri operatori di mercato per ridurre i costi legati alla disponibilità e all'utilizzo dei POS, e sfruttare a vantaggio del sistema i margini di efficienza esistenti, ottenendo così una significativa compressione dei costi ed una soluzione che consenta di superare le difficoltà insite nel cambiamento prospettato”.

 

(Fonti: ediltecnico, ilsole24ore.it, pagamentidigitali)

 

 

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